posò una mano sul collo di Storm. Pelle calda. Muscoli sodi sotto. Un battito cardiaco abbastanza forte da poterlo sentire.
«Non mi devi questo», mormorò Thomas.
Storm rivolse verso di lui un occhio scuro. Non c’era panico. Nessuna confusione. Solo una calma vigilanza che sembrava quasi umana e in qualche modo più antica dell’età dell’animale.
Thomas lo costrinse a movimenti rapidi e precisi, sebbene le sue dita tremassero più del dovuto. Storm rimase immobile senza protestare, spostando il peso solo una volta quando la cinghia si strinse.
Nel momento in