secondo battito cardiaco.
Passarono i minuti. O forse mezz’ora. Fuori, nella tempesta, il tempo perse la sua forma.
Poi la tempesta si fermò così bruscamente che Thomas rischiò di cadere in avanti.
«Andiamo», ansimò Tommaso. «Non possiamo fermarci adesso.»
Tempesta piantò i piedi a terra.
Thomas schioccò la lingua, lo spinse leggermente, poi più forte. Niente.
Il puledro scalciò una volta. Poi di nuovo.
“Tempesta.”
l cavallo girò la testa e premette il muso contro il petto di Thomas, non dolcemente, non affettuosamente, ma con fermezza, come per impartire un