Una riforma dovrebbe stabilire requisiti contributivi, modalità di calcolo dell’assegno e condizioni di accesso.
Il principio della flessibilità potrebbe quindi essere accompagnato da paletti necessari per evitare un impatto eccessivo sui conti pubblici.
Il nodo dell’importo della pensione
Uno degli aspetti più delicati riguarda l’importo dell’assegno.
Uscire dal lavoro prima significa, in linea generale, versare contributi per un periodo più breve e ricevere la pensione per un arco temporale più lungo.
Una possibile riforma dovrebbe quindi trovare un equilibrio tra libertà di scelta del lavoratore e sostenibilità economica del sistema.
È proprio questo uno dei principali punti del confronto sulla pensione flessibile.
Cosa succede ai requisiti dal 2027
Nel frattempo, sono già previsti cambiamenti per la pensione anticipata ordinaria.
Dal 2027 il requisito contributivo salirà a 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Dal 2028 è previsto un ulteriore incremento, rispettivamente a 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese.