Era il 1847 e il caldo umido del Delta del Mississippi gravava su Blackwood Plaza come una coltre di sabbia bagnata. Era un impero fondato sul cotone e su ambizioni espansionistiche, strappato alla terra dal colonnello Silas Blackwood.
Agli occhi del mondo, Silas era un titano dell’industria: un uomo dalla volontà di ferro e dalle immense ricchezze. Eppure, tra le mura della sua imponente dimora dalle colonne bianche, era un tiranno dal cuore ormai indurito.
Silas aveva due figli, anche se, dopo qualche bicchiere di bourbon, ne riconosceva uno solo.