ricoperte di scaffali pieni di spartiti, dischi e libri di teoria musicale.
Sulla panca del pianoforte erano impilati ordinatamente degli spartiti musicali.
Mi sono avvicinato e ne ho raccolto uno.
“Clair de Lune” di Debussy. Il mio preferito.
Ne avevo parlato con Robert una volta, decenni fa, quando ancora suonavo.
Un altro spartito era appoggiato sul leggio.
“Sonata al chiaro di luna”.
Un altro dei miei preferiti.
Mi guardai intorno con più attenzione.
Su un tavolino in un angolo c’erano delle registrazioni, ognuna accuratamente etichettata con la data.
Ne ho