che avevo di fronte. La sua sedia.
L’orologio ticchettava forte. La casa scricchiolava leggermente. E il peso della sua assenza mi opprimeva.
Poi, all’improvviso, si udì un forte bussare alla porta.
Non mi aspettavo nessuno.
Quando l’ho aperto, non c’era nessuno. Solo un mazzo di rose appoggiato sullo zerbino… e una busta.
Le mie mani tremavano mentre le raccoglievo.
Le rose erano fresche e bellissime, avvolte in carta marrone e legate con dello spago. Proprio come quelle che Robert mi aveva regalato tanti anni prima.
Li ho portati dentro e