rimasto quasi più nulla di me.”
Mia nonna allungò la mano sul tavolo e mi strinse delicatamente la mano.
La persona che stavo diventando
“E ora”, continuai a bassa voce, “sento che mi sto trasformando nell’uovo”.
“Duro.”
“Chiuso.”
“Amaro.”
Fissai il tavolo.
«Non mi fido più di nessuno. Non mi riconosco nemmeno più.»
Mi strinse delicatamente le dita.
«E tu cosa vuoi diventare?» chiese.
Scegliere chi sarei stato
Guardai il caffè.
Il vapore si sprigionava dalla tazza, caldo e costante.
Feci un respiro lento.
Per la prima volta quel giorno,