oli come quello di girasole o di soia, che possono causare reazioni allergiche e danni alla salute.
4. Egitto
A causa del rapido aumento della produzione, l’Egitto si trova ad affrontare un grave problema di controllo qualità: il 20% dell’olio d’oliva venduto contiene additivi o solventi chimici dannosi per il fegato.
3. Stati Uniti
Gli Stati Uniti, in particolare la California, vantano un’industria olearia fiorente, ma il 25% dell’olio d’oliva etichettato come “extra vergine” sul mercato statunitense non soddisfa gli standard. Verifica le certificazioni, come quelle rilasciate dal California Olive