unici suoni erano il suo respiro regolare e il tonfo ritmico dei suoi passi.
Giunti al vecchio fienile, la realtà della situazione la colpì in pieno. La struttura era poco più di uno scheletro: legno grigio e logorato dalle intemperie, con fessure visibili tra le assi. Il tetto era rattoppato con lamiere e muschio. All’interno, l’aria sapeva di fieno vecchio e terra umida.
Isaac la fece entrare. C’era una branda rudimentale, una piccola stufa a legna e un tavolo che poggiava precariamente su un lato. I suoi movimenti erano precisi: