viso, fresca e confortante.
Uscii lentamente, le gambe tremanti ma in movimento.
Prima di chiudere la porta, mi sono fermato e mi sono voltato a guardarlo.
«Grazie», sussurrai.
Fece un piccolo cenno con la testa.
Poi ho chiuso la porta e mi sono incamminato verso casa.
Solo.
Ma non del tutto.
Perché nel giorno più brutto della mia vita, quando tutto sembrava perduto e irrimediabilmente rotto, uno sconosciuto mi ha ricordato una cosa piccola, ma potente:
Che anche nei momenti più bui, la gentilezza esiste ancora.
E a volte, è sufficiente per aiutarti a fare un ulteriore passo avanti.
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