di morire, ma quella di vivere senza uno scopo, senza speranza, senza nient’altro che il vuoto. Due mesi dopo, scoprii di essere incinta. Non era stato pianificato. Fu un incidente, o forse un miracolo, a seconda di come si guardano le cose.
Io ed Étienne avevamo trascorso la nostra ultima notte insieme, stretti l’uno all’altra sotto pesanti coperte, tremando per il freddo e la disperazione, cercando di imprimere nella memoria il calore reciproco prima che la guerra ci separasse per sempre. Quando mi resi conto che il ciclo non arrivava,