quando avvertii la nausea mattutina e la sensibilità al seno, capii subito.
Quella mattina piansi. Piansi perché ero sola. Piansi perché non sapevo se Étienne fosse ancora vivo. Piansi perché mettere al mondo un bambino nel bel mezzo di questa guerra mi sembrava la decisione più crudele ed egoistica che si potesse prendere. Ma piansi anche per il sollievo: per la prima volta da quando lui se n’era andato, avevo un motivo per vivere, qualcosa che andava oltre me stessa, qualcosa che pulsava ancora di vita in un mondo che