strutturali conosciute. Anche l’impulso nasceva regolarmente; era lungo il tragitto, prima delle camere inferiori, che il collegamento sembrava andare improvvisamente offline. Durante una prova controllata bastava deglutire perché il fenomeno ricomparisse. Si trattava di un blocco atrioventricolare indotto dalla deglutizione, fenomeno che rientra nello spettro della cosiddetta sincope da deglutizione: una famiglia clinica rarissima da non confondere, per favore, con quella sonnolenza dopo pranzo che noi attribuiamo al vino, all’arrosto o alla conversazione dei parenti.
Il principale indiziato era il nervo vago, una delle grandi linee del pilota automatico dell’organismo: