nella mia carne, negli odori, nei suoni che tornano a galla. Ero giovane, avevo 24 anni. Indossavo il mio abito con orgoglio e credevo che la mia fede sarebbe bastata a superare qualsiasi oscurità. Mi sbagliavo profondamente. In quel campo di prigionia, nel nord della Francia, ho imparato che esistono violenze che non lasciano segni visibili, ma che distruggono tutto ciò che si crede di essere.
Ho visto consorelle perdere la voce prima ancora di perdere il corpo. Ho visto donne sante ridotte a pervertiti oggetti del desiderio, trattate come