cavie, come giocattoli riservati a ufficiali annoiati. E io sono sopravvissuta. Sono stata l’unica, su quindici, a tornare. Ho portato questo peso da sola per tutta la vita. Ma ora, prima di morire, ho deciso di parlare, perché ciò che ci hanno fatto non può essere dimenticato.
Perché, quando cancelliamo queste storie, la violenza trova lo spazio per tornare. Era la fine di ottobre del 1943; l’autunno era arrivato, freddo e umido, nell’entroterra francese, vicino a Clermont-Ferrand, dove si trovava il nostro convento, nascosto tra colline avvolte dalla nebbia e