madre. Silenziosa, controllata, affinata negli anni. Non alzò la voce. Non accusò. Affermò un fatto.
Wojtek arrossì. Non di rabbia, ma di vergogna. Lo vidi chiaramente. Si morse il labbro, come se volesse dire qualcosa ma non sapesse cosa.
«Sono stato qui tutto l’anno da solo», disse infine. «Da sola. Non viene nessuno, nessuno chiama. Pensavo che sarebbe venuta la mamma, sarebbe stato più normale. E invece la mamma se ne sta lì seduta ad aspettare una tua chiamata.»
Capii allora qualcosa che non volevo capire. Wojtek non aveva portato la mamma in campagna per farla riposare. L’aveva portata per non essere solo.
Ma non poteva chiederlo. Non poteva dire: «Qui è difficile per me, mi sento solo, ho bisogno di qualcuno». Invece, aveva organizzato una «vacanza per la mamma». E quando si scoprì che la mamma era un’ospite, non una compagna, si irritò. Con lei, con me, con tutto.