disse la mamma mentre imboccavamo la strada principale. “Non è arrabbiato. È solo.”
Attraversammo i campi e la mamma mi raccontò di come Wojtek avesse trascorso la prima settimana facendo passeggiate con lei, mostrandole l’orto, spiegandole cosa aveva piantato e dove. Come, nella seconda settimana, avesse iniziato a uscire la sera, tornando a casa tardi, stanco e irritabile al mattino. Come, nella terza settimana, le avesse a malapena rivolto la parola.
“Non poteva dirmi che voleva che rimanessi più a lungo, ma in un modo diverso”, disse la mamma, guardando fuori dal finestrino i villaggi che scorrevano. “E io non potevo dirgli che volevo tornare a casa.”
Tre settimane di silenzio. Due persone così vicine, sedute sotto lo stesso tetto, incapaci di dirsi una sola parola sincera.
Ho accompagnato la mamma a Retkinia. Ho annaffiato i fiori sul balcone: sono sopravvissuti, seppur a stento. La mamma ha preso le sue