continua alla pagina successiva ️️Inizialmente non mi resi nemmeno conto di stare piangendo, finché le prime lacrime salate non toccarono silenziosamente l’inchiostro sulla carta e le lettere si sfocarono. Caddi in ginocchio in cucina, stringendo forte al petto il piccolo anatroccolo giallo, e gridai gli ultimi, profondi rimasugli di un dolore straziante. Mia madre non c’era più, ma attraverso questo piccolo, insignificante oggetto, era riuscita a raggiungermi, proprio nel giorno in cui si avvicinava l’anniversario della sua morte.
Telefonata
In fondo al messaggio, scritto con cura, c’era un numero di telefono in caratteri minuscoli. Presi il telefono dal tavolo. Le mie dita tremavano così tanto che feci molta fatica a digitare i numeri corretti. Squillò una volta. Due volte. Rispose prima del terzo squillo.
«Pronto?» La sua voce era chiara, ma con un inconfondibile sottofondo di leggera tensione.
«Nura?» sussurrai, con la gola stretta dall’emozione.